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Adolescence nell’Ucraina in guerra

I russi reclutano ragazzi ucraini su Telegram, promettono “soldi facili”, commissionano sabotaggi e attacchi. Pretendono che le operazioni siano filmate e, quando c’è di mezzo un’esplosione, fanno in modo che i loro “agenti” rimangano feriti o uccisi. Un’inchiesta tra gli adolescenti di un paese sotto attacco, tra auto che bruciano e pentimenti

I servizi speciali russi utilizzano Internet per reclutare adolescenti ucraini: promettono soldi, dicono che li possono avere facilmente, commissionano dei crimini.

La serie tv Adolescence, uscita su Netflix quest’anno, racconta un adolescente britannico apparentemente calmo ed equilibrato, proveniente da una famiglia tranquilla, che vive in realtà in un mondo tutto suo ed è sospettato di aver commesso un omicidio. La serie è diventata un promemoria per tutti i genitori: state più attenti ai vostri figli e a come passano il tempo su Internet. In Ucraina, non è necessario guardare un film per capire che qui gli adolescenti corrono rischi enormi. Lo dimostrano le statistiche sulla criminalità delle forze dell’ordine. L’11 marzo 2025, si sono verificate due esplosioni nei pressi della stazione ferroviaria di Ivano-Frankivsk, una città dell’ovest del paese. Un quindicenne e un diciassettenne hanno piazzato un ordigno esplosivo improvvisato che avevano realizzato il giorno prima in un appartamento in affitto. La bomba è stata fatta esplodere a distanza. Le indagini hanno accertato che gli adolescenti erano stati reclutati da agenti russi su Internet, che avevano promesso 1.700 dollari per il “lavoro”. Ma non li avranno. Il ragazzo di 17 anni è morto, al quindicenne sono state amputate entrambe le gambe e altre due persone che si trovavano nella stazione vicino al luogo dell’esplosione sono rimaste ferite. Il ragazzo sopravvissuto è ora sospettato dal Servizio di sicurezza ucraino, l’Sbu, di aver commesso un attacco terroristico. Rischia da sette a vent’anni di carcere.

Dal 2024 a oggi, il Servizio di sicurezza ucraino, assieme alla polizia, ha trovato tutti i 574 autori dei crimini che, su istruzione dei russi, hanno commesso attacchi incendiari contro veicoli militari ucraini, strutture ferroviarie ucraine, hanno piazzato ordigni esplosivi improvvisati in diversi luoghi. I russi reclutano per questi “lavori” i più vulnerabili: ucraini disoccupati, persone con vari tipi di dipendenze (droga, alcol e gioco d’azzardo) e adolescenti. L’Sbu spiega questo fatto così: gli autori di crimini filorussi e i traditori, dopo tre scontri con gli agenti russi in Ucraina, non sono più facili da trovare, quindi i russi hanno cambiato metodo, usano l’incentivo monetario e una base di reclutamento diversa. «Secondo le nostre statistiche, il 22 per cento degli arruolati è minorenne», ha detto il servizio stampa dell’Sbu in risposta a una nostra domanda.

Valeriya Egorshina, giornalista del programma Schemes: Corruption in Detail (un progetto dell’edizione ucraina di Radio Liberty), è stata coautrice di un’inchiesta su come i servizi di sicurezza russi reclutano gli adolescenti. Tutto è iniziato quando il Parlamento ucraino ha approvato una legge sulla mobilitazione nella primavera del 2024. In seguito, i russi hanno iniziato a cercare e trovare, su internet, ucraini che avrebbero dato fuoco a veicoli militari in cambio di denaro e avrebbero anche filmato il tutto. Le auto in fiamme servivano a creare un effetto distorsivo sui social network, come a dire: gli ucraini sono contrari alla mobilitazione, ci ha spiegato l’Sbu.

Nel commettere questi attacchi sono stati spesso coinvolti minorenni. Il meccanismo di reclutamento è quasi sempre lo stesso, dice Egorshina: si tratta di gruppi su Telegram per trovare un lavoro o di comunità tematiche. Pubblicano annunci e commenti del tipo: «Soldi veloci! Soldi facili! Scrivimi!». Dopodiché, l’adolescente clicca sull’annuncio o sul commento, scrive un messaggio a una persona sconosciuta su Telegram, senza sapere con chi ha a che fare. Poi la cosa va avanti in modi che possono essere diversi. All’inizio, i russi possono affidare compiti relativamente facili per controllare la persona – attaccare un volantino, dipingere qualcosa, fotografare un palazzo o un’infrastruttura – e poi passano a commissinare azioni gravi, come dare fuoco a un’auto. «Andare in ricognizione una volta costa 30-50 dollari», dice la giornalista. A volte i mandanti possono anche ordinare di bruciare subito un’auto. Le fiamme devono necessariamente essere riprese in video e inviate via Telegram. I veicoli militari hanno un caratteristico color verde scuro, quindi sono facili da individuare in città. Gli adolescenti sono stati pagati fino a mille dollari per aver dato fuoco a un’auto. Il denaro è stato trasferito su una carta bancaria da altre carte o attraverso portafogli di criptovalute, il che rende difficile rintracciare chi esattamente, nei servizi speciali russi, sia coinvolto in questa attività.

Gli adolescenti ucraini sono reclutati dai russi e sono loro i primi a non nascondere il fatto di aver accettato una proposta dai russi. I mandanti non solo scrivono ai ragazzi, ma li chiamano anche, e se un ragazzo cambia idea e non vuole svolgere il compito, diventano minacciosi e ricattatori.

«Agli adolescenti viene detto: se ti rifiuti, troveremo te e i tuoi genitori. Se non bruci l’auto oggi, sei finito», racconta la giornalista. Mentre lavoravano all’inchiesta, Valeriya Egorshina e i suoi colleghi sono riusciti a registrare una conversazione telefonica tra un ragazzino di 12 anni e il suo mandante russo. Il bambino non ha fatto nulla di illegale, ma si è scritto per un periodo su Telegram con la persona che voleva reclutarlo. Alla fine, il ragazzo ha confessato tutto ai suoi genitori, che si sono rivolti all’Sbu. In seguito, il bambino ha di nuovo comunicato con il mandante quando già era sotto la supervisione delle forze dell’ordine, in modo da poter dare un aiuto nelle indagini.

Nel 2024 ci sono stati soprattutto attacchi incendiari alle auto e sabotaggi alla ferrovia; nel 2025 sono iniziati gli attacchi terroristici con esplosivi, come è accaduto a Ivano-Frankivsk. I russi fanno esplodere a distanza un ordigno che ferisce il loro stesso agente reclutato. Per questo motivo le forze dell’ordine ucraine hanno recentemente lanciato una campagna informativa rivolta specificamente agli adolescenti. L’Sbu ha registrato un video in cui si spiega che anche un giovane delinquente si dovrà assumere la responsabilità del reato commesso. Incendiare veicoli militari e piazzare ordigni esplosivi non è “teppismo”, ma, secondo la legge ucraina, sabotaggio o terrorismo. In questi casi, la responsabilità penale scatta a partire dai 14 anni, quindi anche un adolescente può finire in prigione. L’Sbu ha anche creato una chat room speciale su Telegram chiamata “Burn the FSBeshnik”, dove è possibile inviare informazioni su ciò che viene proposto di fare a un adolescente, nonché il numero di telefono o il nickname della persona che lo offre. Dal dicembre 2024, questa chat room ha già ricevuto più di quattromila messaggi.

Oksana Pisareva, psicologa della Fondazione Voice of Children, ricorda che il periodo dell’adolescenza è una fase molto difficile nella vita di ogni persona, accompagnata da enormi trasformazioni. Un adolescente è già vulnerabile durante questo periodo, e durante la guerra la sua vulnerabilità non fa che aumentare. «Pensiamo che i ragazzi siano già maturi e indipendenti, ma in realtà hanno bisogno di attenzione, anche se spesso non la ricevono», dice. Spesso un bambino che ha oltrepassato le “linee rosse” non comprende appieno ciò che ha fatto, quali saranno le conseguenze e che con le sue azioni sta aiutando il nemico. Egorshina racconta che i due adolescenti di Nikolaev che hanno bruciato veicoli militari durante l’estate hanno i padri che prestano servizio nell’esercito e che sono rimasti scioccati dalle azioni dei loro figli.

«Le persone che reclutano adolescenti ucraini su Internet sono in prima linea proprio dentro la stanza dei ragazzi, e i genitori devono capirlo», spiega Pisareva. Secondo la dottoressa, questa è la prima generazione tanto digitalizzata e il nemico se ne sta approfittando attivamente. È necessario introdurre lezioni di cybersicurezza a scuola, oltre che spiegare agli adolescenti le basi dell’alfabetizzazione finanziaria, ovvero che non esistono soldi facili. «Ma dobbiamo essere onesti con noi stessi: la società non ha ancora soluzioni pronte per la prevenzione», ammette la psicologa. I genitori devono ancora trovare il modo per parlare ai loro figli adolescenti delle nuove minacce presenti su Internet, che in Ucraina sono soprattutto legate alla guerra, e alla sopravvivenza.

Kristina Berdynskykh (Kherson, Ucraina, 1983), è una giornalista freelance e vive a Kyiv. È stata per otto anni corrispondente politica di The New Voice of Ukraine, oggi collabora con molte testate internazionali. Nel 2014 ha creato e-People, un progetto sui social media sui manifestanti di Euromaidan, che è poi diventato un libro. Nel 2022 è stata inserita nella classifica della Bbc delle 100 donne che hanno influenzato e ispirato il mondo.