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Diario di bordo di un viaggiatore apripista

Se siete affranti dalle pile di libri accumulati, vessati dagli innumerevoli consigli, ecco un viaggio per riconciliarvi con la lettura. Arcipelago Sud di Groffredo Fofi che, prima di essere un animatore di riviste, uno scopritore di talenti, un polemista, era un viaggiatore con bastone (non influencer). Ritratti brevi di artisti, dei luoghi che li ispirano, e del tentativo di capirci qualcosa

Vessato da innumerevoli consigli di lettura, mortificato dai medesimi perché ormai, per ragioni varie, leggo il minimo indispensabile, finisco per preferire quei libri che raccontano di scrittrici e scrittori, siano essi romanzieri, saggisti, poeti, artisti. Anzi, lo dico meglio: una volta all’anno scelgo quei libri che nella inesauribile storia della letteratura, riescono a disegnare una specie di mappa, così colorata e piena di spunti che poi viene voglia di viaggiare veramente. Chi scegliere? Quest’anno ho scelto Goffredo Fofi (19372025), Arcipelago Sud: Voci e luoghi della cultura italiana (Feltrinelli). Perché Fofi? Perché è stato prima di tutto un viaggiatore. Prima di essere un animatore di riviste, un polemista simpatico o antipatico (dipende da come la pensavi su un argomento) scopritore di talenti (che poi al primo applauso di troppo distruggeva), moralista (spesso intollerabile), insomma, Fofi da sempre ha viaggiato. Niente a che vedere con i celebrati viaggiatori influencer, Fofi per sua intuizione o perché chiamato da qualcuno partiva (accompagnato dal bastone) e visitava luoghi non molto conosciuti, fuori dalle mappe a volte degli sprofondi e lì, guardandosi intorno, era capace di tirar fuori qualcosa o qualcuno di interessante. Andava nel buio e usciva con una fiammella, e dunque, ora amando con passione, ora odiando all’impazzata, ha conosciuto centinaia di artisti (che spesso ha proposto e qualche volta ha abbandonato, giudicandoli col tempo poco interessanti). In questo libro Fofi racconta l’arcipelago del sud, pieno di isole strane, arcaiche, anarchiche ma che contengono i semi della modernità. In questo suo libro è molto evidente il metodo fofiano (interessante anche se non so se farà scuola, se sarà corretto di alcuni eccessi). Fofi racconta l’artista, il posto dove l’artista ha tratto la sua ispirazione, arricchisce il tutto con la sua esperienza. Ne vengono fuori vari tipi di ritratti, non solo letterari, ma umani e geografici, antropologici. Detto meglio, questo libro è una diario di bordo di un viaggiatore apripista. Scorrono quindi i percorsi di viaggio, ben riassunti, tutti significativi. A volte perché riscoprono isole trascurate a volte perché ne fanno risplendere altre. Quindi si va da Sergio Bruni «Nel settembre del 1943 prese parte alle Quattro giornate di Napoli, e vi venne ferito a una gamba, rimanendo zoppo per tutta la vita. Volendo affermarsi come cantante, cambiò il suo nome in quello di Sergio Bruni, il suo gli sembrava troppo banale», a Ignazio Buttitta «un punto di riferimento per tanta cultura siciliana del Novecento, dagli anni Trenta fino ai Novanta. È morto nel 1997, era nato nel 1899, e si è mosso raramente dalla sua Bagheria. Ha vissuto tutta la vita lavorando come droghiere in un suo negozio, una salumeria sul corso di Bagheria. Era un esperto di salumi e formaggi, di prodotti tipici siciliani. Ma era nato poeta, un poeta estroverso e civile, attivo politicamente e con vicende non facili, per esempio partecipò alla Prima guerra mondiale combattendo sul Piave tra “i ragazzi del ’99”». Ma non mancano Eduardo e Letizia Battaglia, Anna Maria Ortese e Maria Carta. I ritratti sono brevi forse non esaustivi ma non fanno perdere tempo, e sono sicuro di una cosa: se siete affranti dalle pile di libri accumulati in questi anni, questo viaggio di Goffredo Fofi vi riconcilierà con la lettura, che poi altro non è che un insieme di strumenti per capirci qualcosa, non solo del sud Italia, ma del mondo intero, e di noi stessi che a volte abitiamo al centro, a volte in uno sprofondo.

Antonio Pascale (Napoli, 1966), è scrittore, autore e ispettore presso il Mipaaf. Cura “Agrifoglio”, l’approfondimento di agricoltura del Foglio. Ha pubblicato, tra gli altri, con Einaudi: “La manutenzione degli affetti” (2003), “Le attenuanti sentimentali (2013), “Le aggravanti sentimentali” (2016) e “La foglia di fico” (2021), finalista al Premio Campiello 2022.