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Buone letture estive, e brividi brividi brividi

Elenco dei libri che fanno estate (ancora più dei vestiti). Con il clima torrido, si parte per avventure: Dumas, ovviamente, e La Triomphante, picaresco romanzo di esilio che ci ricorda l’inutilità delle battaglie navali. Poi le avventure interiori di Fleur Jaeggy, la comicità e il gusto di Caro Michele, perché sì. E infine: stambecchi, sciarpe a righe e votiamoci ai santi di Michela Murgia per avere un po’ d’ombra

Ci sono alcuni libri che mi fanno estate. Più i libri che i vestiti, tanto porto sempre le camicie a maniche lunghe.

L’estate è, per esempio, agosto in particolare, la stagione di Dumas. Si apre dunque in queste temperature torride, Il visconte di Bragelonne, ultima puntata della saga dei moschettieri. Protagonista è il valente Raoul, il ragazzo cresciuto da Athos nella puntata precedente, pieno di onore, grazia ed educazione che, in queste pagine, si riempirà di gloria. Ce ne sono diverse edizioni, io ho preso la Bur nella traduzione di Guido Paduano.

Michela Murgia – ed è il suo primo libro che ho recensito nell’anno 2011 per L’Unità – ha scritto un delizioso e feroce libello su due processioni che si scontrano, in un paesino. Una battaglia di santi come piaceva a lei, e, mi pare, che in una estate in cui votarsi ai santi per avere un po’ d’ombra, sia un giusto manuale di comportamento. L’incontro, questo il titolo, è pubblicato da Einaudi.

Un libro da brividi brividi brividi – come cantano Blanco e Mahmood – è I beati anni del castigo di Fleur Jaeggy (Adelphi). Una storia di collegio, tragica e comica. Più comica che tragica come sono gli amori adolescenti quando uno li guarda da lontano. C’è una scena che mi fa sempre sbellicare, Frédérique, la protagonista, e la voce narrante, si incontrano dopo molti anni. La protagonista è stata innamorata di Frédérique (anche se essere innamorati di è una frase troppo facile da dire) e dunque molla l’amico con cui sta e si fionda a casa di Frédérique. Casa di Frédérique è freddissima. Tanto fredda che «Il gelo entrava nelle ossa, l’aria pura di altopiano. Ma avevo cominciato a tollerarlo. Mi tolsi la sciarpa e i guanti. Forse, con qualche esercizio in più, avrei visto una cascata, come una serpe, scendere dalla parete, e un sole notturno». Io, quando la racconto, ci aggiungo uno stambecco che salta, sono certa Fleur non me ne voglia.

Un altro classico delle letture estive, assolato e pieno di avventure en plein air, esteriori, quanto l’altro è zeppo di avventure interiori, è La Triomphante di Teresa Cremisi (Adelphi, trad. L. Di Lella e F. Scala) un picaresco romanzo di esilio, che da Alessandra d’Egitto porta la sua protagonista prima a Milano, poi a Parigi, infine in costiera amalfitana a riflettere sul fatto che il suo animale preferito – oggi, “che belva sei?” – è il riccio di mare. In una estate di battaglie, anche navali, rileggere La Triomphante ricorda che «(…) le battaglie navali sono un simbolo tragico. Tutta quella perizia, tutti quei tronchi d’albero accatastati sulle chiatte e convogliati verso i cantieri, le migliaia di ore di lavoro di abili artigiani, tutto quel coraggio. Bruciati, affondati in poche ore. Senza scopo».

Di corsa a rileggere anche Caro Michele di Natalia Ginzburg (Einaudi), senza un vero motivo, se non godere, anche qui di una certa comicità. Comicità di qualcuno che vivendo al buio dipinge solo gufi, comicità di vedere qualcuno che si è amato per strada e non riuscire a non chiamarlo, anche se è finita male, comicità di preferire gli alberghi a disturbare chiedendo ospitalità, comicità di una sciarpa di cachemire a righe, regalata e persa, e ricomprata non più di cachemire, non più a righe, ma che fa lo stesso effetto di affetto.

Per chi sceglie le isole, sempre meglio portarsi dietro Il Signore delle mosche di William Golding – ho appena comprato per mio nipote una edizione Mondadori (trad. L. De Palma) – nel caso non riesca a tornare (ipotesi non peregrina visto il caro carburanti dovuto alle battaglie navali di cui sopra), meglio essere certi di cosa può accadere quando le risorse scarseggiano, gli occhiali si rompono, e gli uomini cominciano a produrre il male abbondante come le api il miele – ovviamente prima che l’inquinamento decimasse le api. Allegria! Per dirla con Mike!

Chiara Valerio (Scauri, 1978), scrittrice ed ex matematica. Responsabile della narrativa italiana per Marsilio e voce di Radio 3. Ha tradotto Virginia Woolf per Nottetempo. I suoi ultimi libri, pubblicati da Einaudi, sono «Cosí per sempre» (2022) e «La tecnologia è religione» (2023), appena uscito in libreria.