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Giulia Ribaudo

Giulia Ribaudo (Venezia, 1990), per lavoro è HR Business Partner di Arsenalia. Per “vocazione” nel 2016 ha fondato Closer, un’associazione culturale che promuove attività all’interno del carcere femminile della Giudecca. Dal 2020 cura, insieme a Severino Antonelli, PIOMBI, la newsletter di Closer per parlare di carcere, libertà, giustizia e ingiustizie.

di Giulia Boschin e di Giulia Ribaudo
Il carcere è il posto che può farti dimenticare chi sei. Via la cera dalle orecchie, sleghiamoci dall’albero e alziamo il volume del canto di Giulia, che sta per tornare libera: l’aria di primavera nei […]
Il carcere è il posto che può farti dimenticare chi sei. Via la cera dalle orecchie, sleghiamoci dall’albero e alziamo il volume del canto di Giulia, che sta per tornare libera: l’aria di primavera nei polmoni, un sorriso così grande che non sta nemmeno in faccia, i piedi che ballano il tip tap e un prurito sulle scapole da cui spuntano le ali. Chi può davvero imprigionare la libertà?
di Giulia Ribaudo
Nel tempo trascorso in carcere, si dissolve la distinzione tra chi dà e chi riceve, e quasi anche quella tra chi viene premiata e chi punita. C’è la cura del danno, c’è una sorellanza disordinata […]
Nel tempo trascorso in carcere, si dissolve la distinzione tra chi dà e chi riceve, e quasi anche quella tra chi viene premiata e chi punita. C’è la cura del danno, c’è una sorellanza disordinata e imperfetta che crea relazioni difficili da trovare altrove, perché sono spogliate dalle convenzioni della vita libera. L’incontro di fragilità diverse e lei che dice: «Di’ la verità, noi siamo il tuo alibi»