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Giulio Silvano

Giulio Silvano (Lerici, 1989)  è  redattore di Nuovi Argomenti, ha  tradotto  alcuni libri (tra cui Bernard Malamud e Anne Carson), collabora con il Foglio.

di Giulio Silvano
Nel suo ultimo libro, Dry season, Melissa Febos racconta l’anno in cui ha deciso di astenersi totalmente dal sesso: un’intensa esplorazione sul desiderio e sull’abbondanza. Conversazione sulla dipendenza, sui giovani, sull’effetto catartico del processo artistico […]
Nel suo ultimo libro, Dry season, Melissa Febos racconta l’anno in cui ha deciso di astenersi totalmente dal sesso: un’intensa esplorazione sul desiderio e sull’abbondanza. Conversazione sulla dipendenza, sui giovani, sull’effetto catartico del processo artistico e sulla gioia della scrittura e della lettura. Perché siamo tutti quanti dei ficcanaso e dei curiosioni, vogliamo sempre sapere della vita degli altri: io scrivo la mia
di Giulio Silvano
Jenny Erpenbeck, l’autrice di Kairos, è cresciuta nella Ddr in una famiglia di letterati, rifugiati, molto europea. Nei suoi romanzi intreccia la Storia e le persone, indugia sui dettagli, come lo Chanel N. 5 che […]
Jenny Erpenbeck, l’autrice di Kairos, è cresciuta nella Ddr in una famiglia di letterati, rifugiati, molto europea. Nei suoi romanzi intreccia la Storia e le persone, indugia sui dettagli, come lo Chanel N. 5 che si sentiva ovunque quando è caduto il Muro, o il non parlare mai di soldi, perché tanto erano pochi per tutti. Niente melanzane. Conversazione sulla memoria del Novecento e su un padre
di Giulio Silvano
Il lago della creazione è ambientato in una comune di anarchici nella Francia agricola, un amalgama di pezzi di terra coltivata dove la gente parla il proprio dialetto. La voce narrante è un’americana mandata dall’Fbi […]
Il lago della creazione è ambientato in una comune di anarchici nella Francia agricola, un amalgama di pezzi di terra coltivata dove la gente parla il proprio dialetto. La voce narrante è un’americana mandata dall’Fbi a spiare gli attivisti di sinistra. Conversazione con Rachel Kushner: l’autofiction, Guy Debord, le lotte interne a mondi che crediamo in armonia e il viaggio inverso che può intraprendere un personaggio, dall’arroganza all’innocenza
di Giulio Silvano
Mentre Maggie Nelson stava per pubblicare un libro sull’omicidio di sua zia, la chiama un detective: ci sono sviluppi sul caso e un presunto assassino. Così ha scritto Le parti rosse. Poi si è fissata […]
Mentre Maggie Nelson stava per pubblicare un libro sull’omicidio di sua zia, la chiama un detective: ci sono sviluppi sul caso e un presunto assassino. Così ha scritto Le parti rosse. Poi si è fissata col colore blu, e ha scritto un libro completamente diverso. «La mia carriera letteraria è molto strana». Conversazione sul tentativo di acciuffare una verità alla volta
di Giulio Silvano
Javier Cercas a quattordici anni ha perso la fede e ha trovato la letteratura. Caffè, CocaCola, pisolino: la gioia di scrivere e l’entusiasmo costante per Borges e Kafka. Il viaggio con Papa Francesco in Mongolia […]
Javier Cercas a quattordici anni ha perso la fede e ha trovato la letteratura. Caffè, CocaCola, pisolino: la gioia di scrivere e l’entusiasmo costante per Borges e Kafka. Il viaggio con Papa Francesco in Mongolia per chiedergli, anche per conto di sua madre, se esiste la vita dopo la morte. Ma la vera letteratura non offre risposte, solo altre domande. Conversazione con un laicista militante alla fine del mondo
di Giulio Silvano
Dopo aver vinto il Nobel nel 2024, la scrittrice coreana Han Kang ha spento il telefono, parlato poco e scritto molto. I suoi romanzi partono da sogni, domande o tragedie e si immedesima così tanto […]
Dopo aver vinto il Nobel nel 2024, la scrittrice coreana Han Kang ha spento il telefono, parlato poco e scritto molto. I suoi romanzi partono da sogni, domande o tragedie e si immedesima così tanto nei suoi personaggi da sentire l’intensità della loro anima, da vivere nel loro tempo e dimenticarsi il cappotto. Conversazione sulla vita, la memoria e la letteratura: «Divento felice molto facilmente»
di Giulio Silvano
L’ultimo romanzo di Jonathan Lethem è un memoir corale sul quartiere newyorchese in cui è cresciuto. La gentrificazione, il noir, la lettura di tutto Dino Buzzati e la domanda che ti fai una volta che […]
L’ultimo romanzo di Jonathan Lethem è un memoir corale sul quartiere newyorchese in cui è cresciuto. La gentrificazione, il noir, la lettura di tutto Dino Buzzati e la domanda che ti fai una volta che hai scrollato per ore notizie terrificanti. Conversazione con il “white boy Brooklyn novelist” sul divertimento puro di scrivere cose ridicole
di Giulio Silvano
Se incappa in una sua canzone, Guccini chiede di cambiare. Voleva fare lo scrittore, lo ha fatto da quando è tornato nell’Appennino, con «i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria». Pellegrinaggio di […]
Se incappa in una sua canzone, Guccini chiede di cambiare. Voleva fare lo scrittore, lo ha fatto da quando è tornato nell’Appennino, con «i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria». Pellegrinaggio di là dall’acqua, dove i punk tornano a casa per mangiare le lasagne
di Giulio Silvano
Per scrivere i suoi libri, Peter Cameron fugge da sé, gli piace creare, si è anche immaginato un suo Uruguay e quando infine ci è andato, l’ha riconosciuto. Prima arrivano le persone, poi le storie, […]
Per scrivere i suoi libri, Peter Cameron fugge da sé, gli piace creare, si è anche immaginato un suo Uruguay e quando infine ci è andato, l’ha riconosciuto. Prima arrivano le persone, poi le storie, ma i dialoghi devono essere reali, vivi: la tecnologia li deforma. Gli anni tra un romanzo e l’altro, la paura di non scriverne più, la potenza di un sogno e il turbamento necessario per costruire un personaggio che sia obbligato a cambiare
di Giulio Silvano
Shalom Auslander non sopporta più Los Angeles e nemmeno l’America, che vede ogni cosa con sopra il segno del dollaro e che ha sospeso il senso dell’umorismo. L’amicizia con Philip Seymour Hoffman e il suo […]
Shalom Auslander non sopporta più Los Angeles e nemmeno l’America, che vede ogni cosa con sopra il segno del dollaro e che ha sospeso il senso dell’umorismo. L’amicizia con Philip Seymour Hoffman e il suo funerale nella chiesa in cui non era voluto entrare, “il peccato” di scrivere e la ricerca incessante del non dolore. Conversazione su Feh, che in yiddish vuol dire: schifo