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Torrente y Cristina, l’apprendistato spagnolo

Torrente è un atroce esperimento umano che ha tutti i difetti e nessuna virtù. È bolso, sudicio, razzista, maschilista, nostalgico di Franco, vigliacco, truffatore e vanitoso, è l’emulazione fallita di qualunque agente cool. Eppure la sua saga è una chiave d’accesso imprescindibile alla hispanidad. Insieme alla regola più vecchia del mondo: andare a letto con una del posto. Un semestre de puta madre, a Madrid

La verità vi prego sui capelli: (non) sono tutto

Ora so perché non facevo le presentazioni dei miei libri: trentotto euro di messinpiega e dopo due ore i capelli fanno già schifo. La spuma di Farrah Fawcett, lo struggimento per Jane Birkin, lo stiraggio chimico e il botulino da 400 sterline. Una vita passata a tirarsi tutto quello che c’è in testa per poi capire che sono solo trucchetti per affezionate ricce naturali

La libertà oltre il dolore, oltre la copertina

Quest’anno il Book Arsenal a Kyiv si è aperto dopo il più grande attacco russo sulla capitale ucraina, e le sirene dei bombardamenti hanno scandito ogni giornata, senza riuscire a cancellare lo spirito di questo festival, che sprigionava voglia di libertà a ogni incontro e a ogni stand. Gli scrittori-soldato, la tradizione letteraria dell’Ucraina, la memoria collettiva che si costruisce senza fermarsi alle apparenze

La mossa della schivata

Mentre parlavamo dell’invidia, faticosa e inconfessabile, entrò Luisa Muraro e disse: ricordatevi che è un sentimento sacro, perché prevede il riconoscimento dell’altro. Lo disse con un bicchiere in mano, e uscì. Con uno spostamento d’aria aveva mostrato cosa vuol dire pensare veramente.
Il cambio di traiettoria, l’imprevedibilità. L’allegria di accendere la luce in una stanza

Benvenute e benvenuti nella mia testa

Charles mette in guardia: è troppo difficile per noi; Bill Tartaglia balbetta e dà la colpa ai genitori. Poi c’è la punkabbestia contro il sistema, Vito il malavitoso che beve Peroni a Bari.
Benni che si vuole sempre sposare e non fa che tradire, la Bimba che piange e vuole la mamma, e Tonio, lo sdentato: il coro chiassoso delle mie personalità (anche quando leggono)

Quando a Berlino est è cambiato il profumo

Jenny Erpenbeck, l’autrice di Kairos, è cresciuta nella Ddr in una famiglia di letterati, rifugiati, molto europea. Nei suoi romanzi intreccia la Storia e le persone, indugia sui dettagli, come lo Chanel N. 5 che si sentiva ovunque quando è caduto il Muro, o il non parlare mai di soldi, perché tanto erano pochi per tutti. Niente melanzane. Conversazione sulla memoria del Novecento e su un padre

Certe notti infinite, rivelatrici dell’assoluto

La notte non nasconde, rivela. Interrompe il mondo e ci costringe a misurarci con ciò che il giorno distrae: il pensiero della morte, la memoria, Dio, il desiderio. Le città smettono di mentire, le difese si abbassano, le conversazioni diventano intime, si sospende il tempo. Da Esiodo al Canto notturno di un pastore errante dell’Asia, elogio della notte e dei suoi abitanti festosi

Ci siamo quasi sfiorati le spalle

Negli anni Novanta Taipei si era appena svegliata democratica, affamata di Europa e di tutte le sue promesse: libertà, desiderio, identità. Spiavamo quel mondo nelle cabine dei video parlor underground, tra cassette piratate di Pasolini e Jarman. La letteratura queer asiatica è nata così. Qiu Miaojin l’ha cambiata per sempre. Storia autobiografica di due scrittori e un traduttore, e di un incontro a tre sospeso nelle parole

Extraterrestre portaci via

Gli Ufo non sono mai stati solo oggetti volanti non identificati. Sono l’orbita in cui una civiltà proietta le proprie ansie e i propri nemici. Nell’America di Trump diventano un’arma narrativa, un segreto da svelare a puntate, come una serie tv in cui la rivelazione finale non arriva mai. Dentro ai nuovi Xfiles del Pentagono ci sono il bagliore di Buzz Aldrin e i kaiju giapponesi. Gli alieni già ci parlano. Ma di noi

Il vero barbaro tra i Windsor è Fergie la rossa

La grande insabbiata reale è la Duchessa di York, che ha portato le macchie di unto sullo stemma con le sue schifezze e le sue carriere bassamente commerciali dagli anni Novanta fino all’altro ieri, con quel suo spuntare ovunque negli Epstein files, che già hanno abbattuto l’ex marito. «La ventata d’aria fresca» che doveva fare l’anti Diana è diventata il problema perfetto, da sotterrarsi