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San Michele da Kyiv, difendici nella lotta

L’ufficio del turismo di Kyiv ha disseminato in città cartelli con la sagoma di San Michele e la didascalia: Kyiv ti aspetta dopo la vittoria! È molto più di un santo, è un guerriero celeste contro il male, è il protettore della capitale, icona civica e simbolo pop, venerato dai kyiviani di ogni età e stampato sulle braccia dei soldati al fronte. In un libro fantasy si allea con un serpente mitologico pur di difendere l’Ucraina dalla guerra d’invasione dei russi

Via da Roma. E poi tornare

Due amiche, due scrittrici, in viaggio verso una casa immersa in un giardino di pini. Molte cose da dirsi, nessuna voglia di convenevoli: è la soluzione al problema dell’autoinganno di Fleur Jaeggy. In questa estate torrida, in mano il biglietto di un treno o di un traghetto, costruiremo la nostra nuova monotonia

E poi come si ferma il treno nella testa?

A Margaret tremano le mani, si sente una passeggera, non riesce a trovare il suo posto.
Come Nilo: a lui tremano gli occhi. Quando un film o un libro sono te, anche se non sono perfetti, ti raccontano, e ti confortano. Guardare Spielberg e rileggere Ammaniti per ritrovarsi nelle storie, pure quelle che ci costringono a guardare indietro

Ma come, non conosci Jeremy Clarkson

Cose veloci, cose che scoppiano, invenzioni inutili, sbertucciate tra amici, lusso, risate sguaiate.
L’apoteosi delle passioni dei maschi è Jeremy Clarkson, ricchissimo inglese star di programmi tivù cult un po’ reality un po’ documentari come Top Gear (con i macchinoni), e Clarkson’s Farm (con le pecore). Così l’uomo medio occidentale se la gode e si redime attraverso i suoi feticci più cretini. E buonanotte

Oh natura, perché di tanto inganni i figli tuoi?

In DJ Bambi di Audur Ava Ólafsdóttir, Logn, una donna transgender sessantenne, si mette in lista d’attesa per una vaginoplastica. Le sue giornate scorrono calme, si avvicendano come le stagioni, e osservarla è come osservare una volpe, un gabbiano o un cavalluccio marino. La convinzione che gli animali non umani parlino proprio a noi, e di noi, smentita da un nido di vespe (non metaforico)

L’estate è la casa dei cliché, e io la odio

D’estate le persone si svestono, svelano tatuaggi e corpi sgradevoli, bevono Spritz in sandali francescani mentre le zanzare succhiano più sangue dell’Avis.
È la stagione invadente del sudore impastato con la sabbia e la crema solare, dei figli parcheggiati al centro estivo e dei tormentoni reggaeton, tutti uguali. Torna presto inverno, che resisti alla frenesia, tempo lento della semina e del silenzio

In un secondo, è sparita tutta la fiducia

Il paternalismo occidentale pretende di interpretare la realtà meglio delle parti coinvolte. Ma poi ci sono film come Mr. Nobody Against Putin, che racconta come la guerra contro l’Ucraina sia il prodotto dello svuotamento delle istituzioni, della propaganda, della militarizzazione fin dalle scuole, dell’erosione della società civile, dove il dissenso è tradimento, la crudeltà necessità storica e la guerra l’unico collante. La Russia, un domani, dovrà riconciliarsi soprattutto con sé stessa

Scrivere non è lavorare in una miniera di carbone

Nel suo ultimo libro, Dry season, Melissa Febos racconta l’anno in cui ha deciso di astenersi totalmente dal sesso: un’intensa esplorazione sul desiderio e sull’abbondanza. Conversazione sulla dipendenza, sui giovani, sull’effetto catartico del processo artistico e sulla gioia della scrittura e della lettura. Perché siamo tutti quanti dei ficcanaso e dei curiosioni, vogliamo sempre sapere della vita degli altri: io scrivo la mia

La bella vibrazione dentro Villa Mirafiori

Filosofo insofferente alle appartenenze e alle semplificazioni, Gennaro Sasso ha attraversato quasi un secolo di pensiero nel rigore della ricerca che scava nel testo, come in un corpo a corpo. E ci ha insegnato che la solitudine non è chiusura, ma il metodo per incontrare davvero il pensiero. Dall’Aula 2 della Sapienza all’Istituto Croce di Napoli, ha aperto la strada ai giovani e all’allegria

Il cielo ha per tutti lo stesso colore

A Richard Ford interessano solo le persone con le loro luci, le ombre, la loro possibilità di redenzione e come si mettono i pantaloni. Per questo non gli interessa Trump, che aveva sottovalutato.
Il ruolo degli intellettuali? «Nessuno, se non si vuole averne», dice. Il suo è quello di creare conoscenza attraverso le storie. Conversazione con il cantore dell’America e dei suoi desideri