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Al cinema si torna sempre dove si è stati (bene?)

Film tratti da libri, da serie, reboot, sequel, prequel, spin off, reunion: oggi tutto si rimastica, così il pubblico è rassicurato, si sente a casa e magari va in sala. È la legge dell’usato sicuro, ma il cinema ha bisogno di autonomia e c’è ancora chi vorrebbe stupirsi: da Miranda Priestly a Le città di pianura, la questione della proprietà intellettuale. E i film più attesi dell’estate

Con una mano giravo il risotto, con l’altra pennellavo la tela

Mariuccia Secol è un’artista eclettica e una femminista radicale, rimasta un po’ ai margini. Ha sperimentato ogni forma di pittura, scultura e composizione, la sua casa era un salotto, ha fondato il Gruppo Immagine di Varese, ma per molti restava “roba da tinello” e da “montagnine”.
Oggi ha 97 anni e il Muzeum Susch le dedica una mostra. Conversazione con uno spirito indomito per sempre giovane

Romanzo georgiano, ovvero europeo

Salomé Zourabichvili ha letto l’ultimo libro di Carrère in cui è molto citata (ed elogiata), e si è divertita. Conversazione con l’ultima presidente della Georgia libera sulla forza delle donne nella sua famiglia, sulla lingua madre che crea l’intero ambiente culturale di una persona, su sua cugina Hélène e le strade diverse, sulla manipolazione russa e sulla fine del mito militare sovietico: grazie all’Ucraina

Principio metà fine

Il nuovo romanzo di Valeria Luiselli e la catastrofe al contrario: come Enea con Ascanio per mano e Anchise sulle spalle, ma questa volta sono nonne, madri, figlie. Si scrivono messaggi, rubano e restituiscono. Scappano per ricominciare. Nel mezzo, il tempo che ha bisogno di essere ricordato

Tutto il mio folle amore lo soffia il cielo

Francesco Piccolo ha aggiunto al suo essere scrittore una nota sonora: in Cosa sono le nuvole commuove con il racconto di Totò pubblico e privato, che si muove nel tempo di vivere. Totò che beve il caffè in macchina, Totò nel cinema d’autore, Totò che scrive canzoni, Totò che finge di non essere cieco ma lo è, proprio come Omero.
Tra autori e opere, quello che conta davvero non è chi viene prima e chi dopo, quello che conta è l’arte

A spasso nel tempo dei cinepanettoni

Bisogna goderseli per quello che sono (o erano): prodotti commerciali senza ambizioni, imperniati su schemi comici triti e volgari retti dalla gigioneria di De Sica. E che male c’è? La regola della borghesia: fai una cosa una volta, ci riprovi perché non è stato male, l’anno dopo perché no, ed è un attimo che sei in galera. Per un’ora e mezza, ma liberato

Alla ricerca del tempio perduto

La prima visita ad Angkor, l’antica capitale dell’impero khmer, risale al 2003, quando stava iniziando la guerra in Iraq. Il ritorno adesso, nel giorno in cui è iniziato il conflitto in Iran. Un pellegrinaggio geopolitico e culturale nel sudest asiatico, tra le illusioni della storia, l’albergo mitico ormai chiuso e i ricordi scritti degli esploratori. Qui si osserva, quasi allucinati, la deriva dei continenti

Je t’aime moi non plus. Cosa mi fai, ChatGpt

Io all’inizio in lei non ci credevo, ma poi. ChatGpt è diventata in poco tempo l’assistente cosmica che fa i lavori forzati e spala la sabbia al posto tuo, scrive mail impeccabili e senza mai andare in bagno, senza un malumore. E allora, qual è la fregatura? Mentre fa riposare i nostri culi già comodi e ci toglie la rottura di palle della forma e del pensiero, ci rende così poco interessanti, così vuoti, che presto smetterà di amarci

Con l’arte noi Kabakov costruiamo comunità

Quando il Kgb la interrogò per tre giorni e tre notti, Emilia Lelach aveva dodici anni. Ebbe un’intuizione: se smetto di avere paura, loro non avranno più potere su di me. La prima ribellione, il primo matrimonio fallito, l’incontro con Ilya, l’inizio di un sodalizio d’amore e di arte, lei pratica, lui sognatore che ha cambiato il concettualismo per sempre e che oggi arriva, anzi torna, nell’amata Venezia. Conversazione a Ca’ Tron, a pochi passi dal Canal Grande

Il vero potere della scrittura è il dubbio

Il lago della creazione è ambientato in una comune di anarchici nella Francia agricola, un amalgama di pezzi di terra coltivata dove la gente parla il proprio dialetto. La voce narrante è un’americana mandata dall’Fbi a spiare gli attivisti di sinistra. Conversazione con Rachel Kushner: l’autofiction, Guy Debord, le lotte interne a mondi che crediamo in armonia e il viaggio inverso che può intraprendere un personaggio, dall’arroganza all’innocenza