Cosa ci faccio qui, al tavolo del coworking
Lavorare da casa doveva essere la conquista della libertà, il sogno di una generazione freelance che immaginava di lavorare da qualsiasi capitale europea, un computer, un loft, una tazza di caffè riscaldato troppe volte. Oggi abbiamo scoperto che questa indipendenza ha dei limiti. Soprattutto se per essere indipendenti devi pagarti pure la scrivania
In Georgia la protesta «ti prende la vita»
I georgiani manifestano tutti i giorni da quasi un anno, instancabili: vogliono che i prigionieri politici siano liberati, che ci siano nuove elezioni, che la promessa di Europa non sia cancellata. Ma la democrazia non si fa in un attimo, ci vogliono anni, e allora che fai, metti ogni cosa in pausa? Ognuno trova la sua risposta, che sia in un mercato di Tbilisi o dove invecchiano i vini
Un posto pulito, illuminato bene
Ci spaventa che di tutto ciò che abbiamo fatto, delle nostre gioie e dei dolori, non resti nulla. Il gorgo di immagini che produciamo testimonia la nostra ansia. Ma il vuoto che riempie ogni vita come rumore bianco può restituirci a noi stessi. Con Hemingway, Nietzsche, Yourcenar, Bernhard: elogio del vuoto, spazio di libertà
Pavana delle meraviglie
Se incappa in una sua canzone, Guccini chiede di cambiare.
Voleva fare lo scrittore, lo ha fatto da quando è tornato nell’Appennino, con «i saggi ignoranti di montagna che sapevano Dante a memoria». Pellegrinaggio di là dall’acqua, dove i punk tornano a casa per mangiare le lasagne
In tempo di guerra le muse non restano in silenzio
L’ultima edizione del Book Arsenal, il festival letterario di Kyiv: dedicata alla traduzione, alla lingua madre che diventa la lingua dell’assassino. La separazione forzata dalla lingua russa è il desiderio di stabilire confini netti, e il più netto è la morte. In mezzo alle sirene degli attacchi russi e ai cani in braccio, le parole, le poesie e i libri raccontano la convivenza con la guerra che si trasforma in un inno alla vita, l’origine stessa del pensiero
Il regime iraniano ha paura dei fantasmi
Omid aveva 14 anni quando è scomparso, nel 1985. È stato arrestato con l’accusa di essere un traditore.
Sua madre Bita lo ha scoperto dopo mesi, sa che è stato giustiziato, presume sia sepolto a Lanatabad, il lotto 41 del cimitero di Behesht-e-Zahra, la fossa incolta dei dannati. L’incontro con Bita tanti anni fa e le sue parole oggi: gli ayatollah costruiscono un parcheggio sulla lapide di suo figlio
Al livello dell’amore
La delusione di Eleonora Duse per D’Annunzio, la ribellione di Carla Lonzi alle regole del maschile. L’antica asimmetria tra ciò che si desidera e ciò che ci accoglie.
L’accettazione dello squilibrio è ancora possibile? Un gruppo di ragazzi si spara le pose davanti al cinema, fanno i muscoli. Ma se tutto è cambiato, adesso lo sanno anche loro: serve onorare la fatica di tutte le donne che li hanno amati lo stesso
La copertina del Foglio Review raccontata da Mario Damiano
L’illustratore che l’ha disegnata ci parla di “No foto, grazie!”, la cover del nuovo numero del magazine del Foglio, in edicola da sabato 27 settembre
Nella casa che vive, e che scricchiola
Mentre torna a casa Sara incontra una donna vestita di bianco che non ha mai visto, poi scompare e lei si rompe una caviglia. Succedono cose strane, spaventose, che restano appiccicate, perché è così che fa Edith Wharton con i suoi racconti: infesta i pensieri. Nel suo armadio, con lei, per sempre
Tè nero, pane tostato e uova strapazzate
Sulle tracce di Sholem Aleykhem si ritrova la vecchia Europa cosmopolita. I Racconti ferroviari di ieri si mischiano a quelli di oggi, tanti mondi, storie, persone, bambini, aneddoti intrecciati all’infinito: un’umanità vibrante che parla la stessa lingua in venti idiomi diversi e prende treni notturni. Viaggio a Perejaslav, oblast’ di Kyiv, nello Yiddishland, dove tuonano i cannoni ma regna la dolcezza della fatalità