Sono troppo vecchio per attaccare un poliziotto
L’ultimo romanzo di Jonathan Lethem è un memoir corale sul quartiere newyorchese in cui è cresciuto. La gentrificazione, il noir, la lettura di tutto Dino Buzzati e la domanda che ti fai una volta che hai scrollato per ore notizie terrificanti. Conversazione con il “white boy Brooklyn novelist” sul divertimento puro di scrivere cose ridicole
Sbattuta dalle onde, Parigi non è affondata
Quali sono gli effetti del terrorismo sulla salute pubblica? Dieci anni dopo gli attentati di Parigi, è evidente che il sostegno sociale è fondamentale per curare le persone esposte al trauma, anche per questioni pratiche come le fatture del terapeuta. Il nuovo equilibrio dei sopravvissuti, le parole della memoria collettiva e un monumento che invita a pensare
Memorie dal sottosuolo: Adèle H., Cristiana F. e Guia S.
L’amore passa, è la fissazione che non passa mai. Ma ci sono dipendenze dignitose, divertenti, pericolose e dipendenze inutili perfino per scrivere un memoir dolente. È solo fortuna, avere la fissa per l’alcol, i maschi bisognosi o il gioco dei pallini, perché l’intelligenza non serve a niente. L’unica verità: tutti vittime tranne le vittime
Captagon nel tè per dimenticare la paura
Il regime di Assad e i suoi alleati avevano costruito un impero con il captagon, quest’anfetamina venduta a un dollaro che aveva invaso i paesi del medio oriente e che nei piani del regime era uno strumento per rientrare nella Lega araba. Oggi il nuovo governo vuole mostrare al mondo che può smantellare il narcotraffico e aprirsi alla cooperazione internazionale, oltre che aiutare i giovani, principali vittime, a disintossicarsi. Reportage dalla Siria che torna a vivere tra le macerie
Oggi come allora, Diane Keaton
La bulimia di cui ha sofferto anche negli anni in cui sembrava che con quel sorriso e quel modo di camminare niente potesse andare storto. Sei ore al giorno per ingurgitare tutto il cibo di New York e mantenere il segreto. Woody Allen e la cura delle parole. Storia allegra e malinconica della “più unica”
La copertina del Foglio Review raccontata da Alice Iuri
La cover della Review in edicola da sabato 25 ottobre 2025 parla di adolescenti, del rapporto con le tecnologie e di come le loro stanze diventino mondi impenetrabili. L’illustratrice che l’ha disegnata ce ne racconta i segreti
Un romanzo sul forse, con il male che fa
In Destinazione errata di Domenico Starnone il nucleo che fonde è: che cos’è tradire. La famiglia è un gruppo di persone che cerca di infilare un piumino in un copripiumino.
L’altrove è una scarica di pioggia. L’ossessione per l’atto generativo del linguaggio
La vita immensa delle donne ristrette
Nel tempo trascorso in carcere, si dissolve la distinzione tra chi dà e chi riceve, e quasi anche quella tra chi viene premiata e chi punita. C’è la cura del danno, c’è una sorellanza disordinata e imperfetta che crea relazioni difficili da trovare altrove, perché sono spogliate dalle convenzioni della vita libera. L’incontro di fragilità diverse e lei che dice: «Di’ la verità, noi siamo il tuo alibi»
Passiamo la linea al nostro corrispondente
Con la crisi dell’editoria molte testate hanno chiuso uffici e ridotto il numero di reporter che vivono e lavorano in aree decisive. Ma così si perde il racconto della realtà e si finisce intrappolati nei pregiudizi. I primi tunnel di Hamas nel 2019, a Gaza, scavati dai bambini-talpa e il Ramadan tra gli uiguri “rieducati” dello Xinjiang. Dispacci da un mestiere che sta perdendo carne e sangue
Il sangue del bruco prezioso, sul tetto del mondo
Le notizie dal Tibet sono scarne e filtrate, ma la galleria italiana Rossi & Rossi a Hong Kong offre da quarant’anni una piccola e sorprendente finestra. Un collettivo di artisti gioca con i simboli della tradizione buddhista e, approfittando dell’ambiguità dell’arte, fa una denuncia politica che in altro modo subirebbe la censura. Come quel “too sensitive” ripetuto decine di volte