Sugar daddy finti, truffe verissime
Il precariato costringe a diventare equilibristi, rovistare nelle competenze, accettare nuove proposte: chi investe in criptovalute, chi spera nella Naspi, chi si mette a fare una traduzione in quattro giorni. Tutto finto, tutto inventato, i soldi non arrivano, anzi sei tu che devi pagare per “sbloccarli”. Al tavolino di un bar, un lui che si finge una lei (per ispirare più fiducia) spiega lo schema: ci cascano in tantissimi
Sesso, amore e morte in Groenlandia
Niviaq Korneliussen è l’unica scrittrice groenlandese ad avere successo internazionale, ma risponde male se le si chiede di fare la portavoce del suo paese. Racconta il mondo e i giovani dal buco della serratura minuscolo che è il filtro della comunità queer inuit di Nuuk, dove l’ultima libreria ha appena chiuso. È difficile essere un popolo così piccino e spaesato, tutt’a un tratto corteggiato (senza grazia) da Trump
L’esercito dei violenti che misurano ogni cosa
Gli incel, i celibi involontari, sono ossessionati da scale numeriche, acronimi ed etichette per catalogare il mondo a loro ostile: quello delle donne, dominatrici del “mercato degli incontri” e delle relazioni sentimentali, neoliberiste in cerca del massimo profitto genetico, sociale, economico. Il vittimismo di questa misoginia estrema e un kit per difendersi da un redpillato
I dolori del giovane con le spalle strette
Gentile, educato, studia per diventare femminista: è cresciuto in mezzo alle donne, ha imparato a chiedere senza imporsi. Ma le ragazze non lo scelgono mai, e col tempo, la frustrazione si fa domanda: perché io no? Cronologia di un rifiuto reiterato, delle mail senza risposta, dell’altro «in preda a una passione animale» eppure preferibile, e del momento esatto in cui la delusione si trasforma in rabbia
Che fine hanno fatto le eroine cretine, ovvero noi?
Carrie Bradshaw e Bridget Jones erano storte, inadeguate, un disastro, ma proprio per questo ci servivano. Oggi la commedia romantica si è trasformata in una call tra professioniste. Non aspettiamo più la telefonata dell’ex stronzo, parliamo con la lingua della terapia, occupate a diventare versioni migliori di noi stesse. Non esistono eroine sopravvissute, solo ragazze impeccabili, e annoiate
Quando l’età adulta ci assale in una trincea
Vadym Adamov sognava di fare il regista, ma a 18 anni si è arruolato nell’esercito ucraino. Gli dicevano: sei inesperto, siediti e ascolta la radio, poi è finito nella battaglia più sanguinosa, a Bakhmut. I compagni saltati sulle mine, la passione per gli stoici e il primo pianto in un bagno, a Washington. Ora quando incontra gli studenti conclude sempre dicendo: costruite un drone
Coltiva il succo della vita
Il conflitto sfinisce, fa urlare, soffrire. Non si evita scomparendo, mettendo gli occhiali da sole per nascondersi. Non evapora ma resta lì, una palla scura piena di misconoscenza, il contrario di quello che vorremmo, riconoscere ed essere riconosciuti. Lascia stare, dicono Edna O’ Brien e Nora Barnacle. La palla guardala, lanciala, e poi vattene: c’è la vita, non c’è tempo da perdere
Il fallimento estremo come pratica di vita
L’ottimista è capace di colpevolizzarci come nessuno mai. Al contrario, il pessimista è fortissimo nella consolazione. In questa diatriba millenaria tra due modi di stare al mondo, l’imperdibile saggio di Costica Bradatan ci insegna l’umiltà che abbassa le illusioni e fa venire voglia di pace
Finché lo raccontiamo Juice vola ancora
Il pilota diventato un’icona dell’aviazione ucraina e il fronte che continua a chiedere sacrifici. Ma la costruzione della memoria è affidata a chi sopravvive. Come sua madre, Liliya Averyanova, che racconta i sogni del figlio Andriy a tutti, ogni giorno. La storia di una famiglia che ha trasformato l’amore in testimonianza
Ma il giardino tornerà a fiorire
Le poete iraniane scrivono da stanze grandi quanto la solitudine, piantano le mani nella terra, scardinano il silenzio con il corpo.
Nei loro versi non chiedono spazio. Lo occupano, lo sporcano d’inchiostro, e poi ci fioriscono dentro