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Un croccantino al gusto anni 90

C’è l’incoronazione di re Carlo III, ma l’ultimo momento di rilevanza è stata Diana. Adesso il contemporaneo si manifesta solo a botte di guai e scrive come l’oracolo di Delfi. Il film sulle scarpe Nike: secolo scorso, che sollievo. Manca il talento per le minchiatine

Davanti al muro delle fiabe di Kyiv

Il viaggio in Ucraina di 555 libri di Shirley Hughes, autrice per bambini amatissima in Inghilterra, raccontato da suo figlio e dai suoi incontri con le bibliotecarie dei «rifugi emotivi» in cui ragazzi e madri curano l’ansia della guerra. Il potere di una favola letta a voce alta: trasformare il principe in un venditore ambulante. O in un soldato?

Ridere dal letto d’ospedale

A meno che tu non sia Philip Larkin, è difficile parlare di malattia senza sembrare ridicoli, tronfi. L’importanza della comicità nella più intima e seminuda delle avventure umane: Chiara Galeazzi ci è riuscita. «Signora, guardi che lei ha un’emorragia cerebrale»

Tutto questo tempo nuovo, che me ne faccio?

Sessantaquattro milioni di ore potenzialmente libere, e acquagym il mercoledì pomeriggio. Uffici più vuoti, riunioni su Zoom e un pensiero possibile: «Che figata licenziarsi». Ma perché allora questo senso di colpa? I gorilla di Jane Goodall non sanno che farsene delle avventure

Non volendo piangere, si doveva ridere!

La grande avventura di «Diario», una rivista così personale che poteva chiamarsi solo così. Dieci anni di interminabili chiacchierate fra Piergiorgio Bellocchio e Alfonso Berardinelli, fiduciosi nelle proprie insofferenze dall’estate del 1983. Qui il formidabile ricordo

Verrà la morte, ma tanto io sarò morta

Che diavolo di sistema è, che ti sbatti tanto e poi un giorno muori? Il problema dei soldi del Nobel che non potrò spendere, l’angoscia delle orazioni funebri con le concordanze sbagliate, la questione degli ex fidanzati imbecilli. Tanto vale vivere

Ciao Maigret, sai dove devi andare adesso?

Fumarla è uno strazio, smettere di fumarla ancora di più. Dichiarazione d’amore e di perdita all’oggetto che placa i cuori irrequieti e fa male come un fucile. Il mondo sfocato, fieramente malsano e avvolto nel fumo in cui sono cresciuto ormai non esiste più, ma io non finirò mai di desiderare la mia pipa

L’ottava vita nel futuro della Georgia

La passeggiata per Tbilisi parte dagli orrori sovietici e finisce alla funicolare che rappresenta le ambizioni di chi guida questo paese tra Russia ed Europa. Il magnate che controlla tutto, le connessioni francesi che sfiorano il romanzo di Carrère. Nostalgia per Barbara D’Urso

Il mondo non ha bisogno di «out of office»

Il massimo della speranza e subito il massimo della delusione: la risposta automatica. La giornata è rovinata dal pensiero di quel muro di gomma contro il quale si schiantano le mail e da un futuro pieno di risponditori che non sono esseri umani. Una modesta ribellione