Nel presente che non ho: sei bellissimo, papà
Mio padre era esagerato in tutto, voleva essere magro, voleva smettere di fumare e portava la barba per scaramanzia. Ora che non so com’è diventata la sua pelle e lui non sa le mie rughe, resto bambina e faccio la lotta che mi ha insegnato lui. L’anticipazione di «Il dolore non esiste»
Fratello Pasolini, sorella Carla Lonzi
Carla Lonzi si rispecchiava in Pasolini e avrebbe voluto costruire un rapporto con lui. Gli scrive una lettera in cui lo chiama fratello e a cui lui non risponde, perché per lui le sorelle non esistono. «Non c’è spazio per me e per quelle come me»: la delusione di Carla. Torniamo a lei, che rifiuta l’astrattezza teorica e mette in gioco sempre, prima di tutto, sé stessa. Torniamo a noi
Difendersi in versi dall’arbitrio di Putin
Arrestata per una pièce teatrale assieme a una sua amica, l’autrice russa Zhenya Berkovich si è presentata in aula con un testo in rima perché quando la sostanza non cambia, l’artista si arrangia con la forma. Il giudice alla fine ha detto: «Non ho capito»
Un padre cambia la storia. Noi e lo spartiacque
Gino Cecchettin ha una sofferenza privata e ragioni pubbliche, sfida con mitezza la cultura che minimizza la violenza maschile. Anna e Nina, l’altro piano della libertà e del cambiamento. «Sore’, stavolta devi venire»
Non farti niente intorno alla bocca!
La regola delle punturine è: se fatte bene, non si vedono. Ma lo scopo è farsi guardare, sentirsi dire: come stai bene, assomigliare a quella che forse non sei mai stata. E quando arriva l’eroina? Breve avventura estetica in cerca di riscontri immediati
Natale non sarà Natale senza Flashdance
Quarantennale di una formazione culturale di provincia, quando le cose da grandi erano un mondo a cui tendere, non da scartare. Da «Una poltrona per due» a «Canzone delle osterie di fuori porta»: ci piaceva quello che non capivamo e avevamo già una cara celeste nostalgia
Un paio di vecchi jeans per bruciare tutto
Il preside sgridava mia madre che non insegnava matematica in tailleur e tacchi. Lei a casa piangeva, ma non ubbidiva. Ci ha cresciute libere, con la fiamma accesa. Ma volevo parlare di Anna Karenina: chi l’ha uccisa? Io lo so chi è stato. Memorie di una ragazza non perbene
Le ragazze della 414, lacrime di Israele
I corpi dei morti parlano e mostrano le violenze subite. Poi ci sono le donne in ostaggio, tra cui la ragazza con la macchia di sangue sui pantaloni e le soldatesse che controllavano il confine: avevano capito che cosa stava per succedere. Il dolore di non essere credute. Di non essere state ascoltate. Il tormento dell’attesa e il bisogno di cambiare tutto
La freccia sulla mappa e quella nel cuore di Eisenkot
Il generale israeliano ha progettato il conflitto a Gaza in cui è morto anche il soldato Gal, suo figlio. Il giorno del funerale, ha detto: ci prenderemo cura del paese che hai amato. Il senso straziante della protezione, tra la pace e la guerra, la necessità di convivere e le macerie infinite
Le antenate sulle spalle
Improvvisamente a cena abbiamo parlato di antenate. Donne. Trisnonne, nonne, prozie, anche vicine di casa centenarie di cui sentivamo a volte le urla sul pianerottolo. Era per ridere, all’inizio. Tutti hanno una storia da raccontare, una bisnonna che a un certo punto ha perso i freni inibitori e ha iniziato a maledire il marito morto, […]