La voce di Victoria Amelina, più forte di un missile russo
Viaggiava per l’Ucraina per investigare i crimini di guerra, scriveva poesie e lavorava al libro Guardando le donne guardare la guerra. È stata uccisa da un Iskander di Putin, così suo marito Alex e tre amiche hanno aperto il suo archivio, trasformando il dolore in un libro che darà giustizia agli ucraini. Questo è il racconto di come si conserva una memoria viva
Ti mando un vocale per dirti che tutto è cambiato
Un anno di grandi trasformazioni, e tutti che le vogliono spiegare senza capirci niente. Non ascolto più, dal mio limbo tra il vecchio mondo e il mondo nuovo. Mi concentro sulle piccole trasformazioni: la trascrizione dei messaggi audio. L’importanza di capire al volo che tutto scorre ma senza panico
Respiro per ritrovare il tempo dentro di noi
I versi imparati a memoria non fanno perdere il corpo e la mente quando sei in difficoltà. Viaggio nel paese inerpicato nella montagna per incontrare Alfonso Guida, il poeta del futuro che parla di pastori e campagne, le pagine gonfie d’inchiostro, la farragine, la ruggine. «Nella rinuncia, resta»
Sogno di spalancare le porte di Evin
Self-portrait in 209 è la serie fotografica realizzata da Esha Momeni, accademica e attivista iraniano-americana incarcerata a Evin nel 2008. Un messaggio per Cecilia Sala, e tutta la solidarietà a Pakhshan Azizi, attivista curda condannata a morte dal regime degli ayatollah. Il fardello che porta chi lotta per la libertà
Tornando a casa, alla fine dei vent’anni
A vent’anni l’irrequietezza è una condizione fisiologica, a trenta ti rendi conto che l’ansia di essere in ritardo sul mondo viene solo dall’ossessione per se stessi. Anna Pazos nel memoir Tagliare il nervo ha trovato la soluzione dal dentista. Conversazione sull’inquietudine, il consenso, l’Erasmus, il Mediterraneo e le grandi imprese: il punto è smettere di scappare
Il fiore di loto a testa in giù, per sempre
Il Budda delle periferie di Hanif Kureishi arriva a teatro a Londra con la sua casualità spensierata e il suo inguaribile progressismo. D’altronde Kureishi è così, anche nell’ultimo libro, In frantumi, scritto dopo l’incidente: la passione viscerale per l’altro, l’umorismo sfrenato, il melting pot gioioso, un tripudio di vitalità e acrobazie. Un atto eroico di amore per la vita
Il fantasma dei Sanremo passati, presenti e futuri
Sanremo per ognuno rappresenta qualcosa, dentro c’è l’Italia tutta, tutta la politica, tutto quello che siamo, che non vogliamo essere, che saremo sempre. C’è il Festival di ieri, così diverso da quello di oggi, con i brand e i cuoricini, eppure sempre uguale a sé stesso, come i Ricchi e Poveri. Chissà come sarà il Festival di domani, intanto tutti in coda per il selfie con la statua di Mike Bongiorno
Ehi cosa ti sei messa in testa?
Non solo peli, non solo un trattato di estetica su chi siamo, non solo posizionamento politico e culturale. Storia personale e collettiva dei capelli: averli e perderli, averli e stirarli, tingerli, averli e coprirli con il velo o con una parrucca, strappare turbanti, andarne fiere, ribellarsi fino a morirne. Quanti capelli che hai, non si riesce a contarli: non si riesce a fermarli
La banda dei brocchi, dopo la Brexit
Jonathan Coe racconta la britishness ed è apprezzato in Europa forse più che a casa sua. Il suo ultimo romanzo è un cozy crime sui paradossi e le contraddizioni del suo paese, con un governo che va sempre più a destra. La politica, il canone, Friends, gli Oasis e la curva dell’attenzione che crolla: conversazione con l’ultimo bardo di Inghilterra, che per scrivere deve nascondere
Te la ricordi Lella? La cantavamo tutte
Lella è la storia di un fattaccio, scrivono allora. Lella è una canzone che nemmeno il Cantagiro ha censurato, e che si è fissata nella memoria collettiva: spinta di carne ossa e sangue. Il nostro specchio, il fantasma che ci portiamo dietro, e non serve a niente scandalizzarsi. «E tireme su la lampo der vestito». Lella se ne voleva andare. Libertà e consapevolezza, oltre le parole