Nove piccole sedie rosse
Nei collegi per nativi molti bambini hanno vissuto un incubo sepolto nella paura dell’inferno e nelle cicatrici
del corpo. In nome dell’assimilazione e del sogno americano. Nove sorelle del Dakota del sud hanno rotto il silenzio. La necessità di sfidare la memoria individuale entrando in intimità con il male degli altri. Ma il lieto fine non esiste
Il femminista di testa e di cuore
Conversazione sulla resa dei conti tra uomini e donne con il filosofo Raphaël Enthoven. Le sue grandi liti pubbliche, l’inaspettata modernità di Molière, l’opportunismo delle cause giuste e il rischio di una rivoluzione sconfitta dalla sua stessa vittoria
Cerco una strada per aggirare il male
Cara Toni, rubo continuamente le vite degli altri e la mia.
Ma non ho nessun rimorso, per me conta solo la temperatura della pagina e la pressione della voce
La mia ambizione ride di me
Antonella Lattanzi chiede a Mario Desiati se anche lui ha paura.
L’egoismo, la crudeltà, il cinismo di volere soltanto scrivere bene, e il lato sbagliato del tramonto
È un anno e mezzo che sono sveglia
Delirio notturno di un’insonne, tra il rifiuto di mettere la sveglia e Google che mangia la memoria. Voi strisciate sedie, voi vi preoccupate solo che il mio cadavere non entri in una 42, voi siete Guantanamo. Eppure un tempo dormivo
Bisogna sempre partire dall’amore
La libertà di Milan Kundera (e di Tomàs). “Non firmo una lettera che non ho scritto io”. Il rifiuto del kitsch, cioè della retorica che inneggia al bene e si compiace della propria illiberalità. Quel che L’insostenibile leggerezza dell’essere racconta anche dei nostri anni: trascinati dal fiume delle risposte, e non delle domande
Niente luce in fondo al bosco
La vita tradita di Saman Abbas, 18 anni appena compiuti. Non voleva sposarsi, non voleva tornare in Pakistan, voleva dire sì al mondo e voleva il suo passaporto. Viaggio in fondo al rapporto con la madre, che le ha detto: torna, faremo come vuoi tu. La figlia oscura è tornata, si è fidata.
A Novellara, dove i colori del mondo si mescolano e la libertà sembra una cosa semplice
La lunga notte della disattenzione
E adesso, a Kabul? Il cibo costa di più, gli attacchi sono di più e l’unica cosa di cui si parla è: andarsene, scappare, ti prego portami via. Niente più jeans e abiti grigi all’occidentale, non bisogna mai dare nell’occhio. Le gemme azzurre e blu dell’Afghanistan sono sparite dalle vetrine.
Le studentesse sono ex studentesse. Ma la paura più grande è essere dimenticati e restare nel buio delle bollette impossibili da pagare. Con la foto sul passaporto in scadenza: 1 anno, ustionata in culla da una Molotov
Via dallo specchio
Le storie si muovono sempre lungo strade inattese e misteriose coincidenze: si mettono nei panni degli altri e se ne vanno in giro. Turbano la pace. Si divertono. È quello che piace a noi