Ridere dal letto d’ospedale
A meno che tu non sia Philip Larkin, è difficile parlare di malattia senza sembrare ridicoli, tronfi. L’importanza della comicità nella più intima e seminuda delle avventure umane: Chiara Galeazzi ci è riuscita. «Signora, guardi che lei ha un’emorragia cerebrale»
Tutto questo tempo nuovo, che me ne faccio?
Sessantaquattro milioni di ore potenzialmente libere, e acquagym il mercoledì pomeriggio. Uffici più vuoti, riunioni su Zoom e un pensiero possibile: «Che figata licenziarsi». Ma perché allora questo senso di colpa? I gorilla di Jane Goodall non sanno che farsene delle avventure
Non volendo piangere, si doveva ridere!
La grande avventura di «Diario», una rivista così personale che poteva chiamarsi solo così. Dieci anni di interminabili chiacchierate fra Piergiorgio Bellocchio e Alfonso Berardinelli, fiduciosi nelle proprie insofferenze dall’estate del 1983. Qui il formidabile ricordo
Verrà la morte, ma tanto io sarò morta
Che diavolo di sistema è, che ti sbatti tanto e poi un giorno muori? Il problema dei soldi del Nobel che non potrò spendere, l’angoscia delle orazioni funebri con le concordanze sbagliate, la questione degli ex fidanzati imbecilli. Tanto vale vivere
Ciao Maigret, sai dove devi andare adesso?
Fumarla è uno strazio, smettere di fumarla ancora di più. Dichiarazione d’amore e di perdita all’oggetto che placa i cuori irrequieti e fa male come un fucile. Il mondo sfocato, fieramente malsano e avvolto nel fumo in cui sono cresciuto ormai non esiste più, ma io non finirò mai di desiderare la mia pipa
L’ottava vita nel futuro della Georgia
La passeggiata per Tbilisi parte dagli orrori sovietici e finisce alla funicolare che rappresenta le ambizioni di chi guida questo paese tra Russia ed Europa. Il magnate che controlla tutto, le connessioni francesi che sfiorano il romanzo di Carrère. Nostalgia per Barbara D’Urso
Il mondo non ha bisogno di «out of office»
Il massimo della speranza e subito il massimo della delusione: la risposta automatica. La giornata è rovinata dal pensiero di quel muro di gomma contro il quale si schiantano le mail e da un futuro pieno di risponditori che non sono esseri umani. Una modesta ribellione
Il nespolo di casa mia
Il mio primo libro da adulti, «I Malavoglia» ha dato il via al fraintendimento dell’immedesimazione. Marzo è il mese in cui sono nata, in cui sono insonne e in cui leggo di più. «L’umanità è un tirocinio» di Domenico Starnone e «Cronache dal disordine» di Teresa Cremisi
Sono spariti i piccioni, ma non lo zen ucraino
Niente giorni buoni dall’inizio della guerra, scrive Olena. Ma la città scherza, ricostruisce, pianta alberi, fa il dito medio ai cimeli russi, traduce Tito Livio e conta soltanto i giovedì. All’inizio la paura non gridava, erano più importanti le sigarette. Diario da Kyiv
Se non fa male, non può guarire. Il coraggio di julia
Se chi ascolta resta zitto, i fatti scompaiono. Le parole servono per rovesciare il racconto: da Fortuna Loffredo, volata giù dall’ottavo piano a sei anni, alla violenza che vorremmo dimenticare. Il silenzio di una madre, la ribellione di una figlia che vuole uscire dalla paura