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Scusi, siamo in una black comedy di serie B?

In un ospedale del sud anche la terapia intensiva può diventare una tragicommedia. Pazienti col casco per respirare che sfrecciano in corsia, amanti sconosciute, bare di metallo che sbagliano strada e schifosi yogurt alla fragola. Chissà cosa direbbe mio padre

La spiritualità dello yoga è tutta corpo e sesso

Attorno a me c’è chi geme, chi sospira, chi niente: sono in un trip allucinatorio, ma non vedo i draghi, vedo me stessa. La disciplina rassicurante e ginnica che abbiamo in mente noi non esiste: nell’ambiguità troviamo l’estasi, la razionalità assoluta è una noia mortale

Gli approfittatori di panorami mozzafiato

Tutti girano videoclip in Islanda, è gratis e fa tutto il paesaggio. Vale anche per i film autoctoni: la natura distrae e nasconde storie di carta velina, scrittura puerile, epica posticcia. “Godland”, “A White, White Day”, “Lamb” e gli altri: la volgarità della rarefazione

L’importanza di dirsi: hai fallito

Virgilio bruciò l’Eneide, Ciaijkovskij e Leopardi erano insoddisfatti della loro opera. Oggi il fallimento è vietato, censurato. Ma riconoscere che cos’è fallire è fondamentale, altrimenti produrremo solo miseri, inesistenti capolavori

Ti affido i segreti del mio mestiere

Walter Sirtori della storica macelleria milanese in via Paolo Sarpi ha consegnato a Hujian Zhou, della famosa Ravioleria, il futuro della sua bottega. Moulaye Nyang, senegalese, è riuscito a farsi strada tra i mastri vetrai di Murano, a Venezia. Cosa cambia in città, quando l’inclusione si crea in notti insonni a studiare spiedoni di manzo

La bruttezza non salva il mondo dalla scemenza

La meravigliosità altera di Greta Garbo, anteprima del socialismo, e il potere del volto. Brutale duello tra Naomi Wolf e Camille Paglia sulla più invalicabile delle diseguaglianze: la bellezza. Il centro di adeguamento facciale e altre distopie che insultano l’intelligenza in nome della giustizia estetica

Bastian contrarian personae

I maschi, il sesso, l’arte e il femminismo. Negli anni Novanta Camille Paglia già demoliva tutti i tic culturali di cui viviamo oggi. Conversazione grata e monopolizzata sul mondo che non cambia e Harold Bloom che ci provava. L’inizio di una bella amicizia

Dostoevskij è morto, ma noi siamo vivi

L’aggressione russa riserva un accanimento speciale contro i simboli dell’Ucraina: c’è un piano deliberato di distruzione culturale, e si vede. I tre colpi in testa alla statua di Shevchenko, la falsa distinzione tra soldati e civili, le discussioni sui cadaveri da recuperare mentre parte un altro “allarme del cazzo”. Il viaggio ucraino di Paolo Giordano

Le dolenze mi danno le squame, però ora c’è Cunk

Il momento dell’inverno in cui tutto diventa una lezione di vita. La malintesa idea per cui una donna debba sentirsi sempre ferita. Per fortuna c’è Philomena Cunk, che chiede all’esperta: se negli anni 50 le persone avessero visto il pene di Elvis, sarebbero morte d’infarto?