Mestiere? Scrittrice. Tutti i fogli sul pavimento
Le donne che cucivano pagine e vendevano storie (anche) per guadagnare e mantenere la famiglia. Giulia Caminito e Beatrice Masini pensano a loro e a sé stesse, oggi: l’impazienza, la cura e il disordine nella mappa del tesoro delle parole
Donna che cammina sui pezzi di vetro
La teppista delle Orsoline non raccoglie le mutande, non lava i bicchieri e ritrova le scarpe preferite sepolte dieci anni prima sotto il letto. Il disordine è prepotenza, talento, pigrizia e piedi insanguinati come in Die Hard. Ma una casa ordinata è una vita sprecata
Lo psicodramma di Pasolini poeta
La lotta per il riconoscimento. Giorgio Manacorda separa verità e retorica, poesia e ideologia, e libera Pier Paolo Pasolini dalla gabbia che ne considera ovvio il valore a priori. Lo riporta in vita, oltre la sua figura: affascinante, insopportabile, disperata. Ma che cosa sarebbe la letteratura senza le persone che la scrivono?
Qui vivevano i miei cari, nel brivido di mistero
Il poeta polacco Adam Zagajewski racconta Leopoli, la “città lesa” che si afferra solo con l’immaginazione: le serate piene di promesse, la disfatta, le illusioni sulla Russia e l’incurvatura dei profughi taciturni. C’è sempre un carretto, c’è sempre troppo vento, troppo sole, troppa neve. Due poesie e un frammento tradotti in italiano per la prima volta
La strada del ritorno
Il padre di mia madre fuggì da Dachau, erano in quattro, solo uno è sopravvissuto e ancora piange perché non accetta di avercela fatta. Milioni di persone, una per una, dentro il mistero di vivere. E una domanda: tu chi sei?
Mascara, pizza e fucili al sole
Anche in guerra si comprano i fiori e si usa Glovo fino al coprifuoco. Dopo i tremendi giorni del bunker, serve una piastra per capelli. Le giornate di chi non si lascia travolgere dalla paura: nervi saldi e parrucchiere
Svetlana è tornata a rivedere le stelle di kiev
Le città sono fatte di persone e le persone vogliono stare insieme, unirsi alla voce degli altri, vivi e morti, rimettere i vetri alle finestre. Le file di auto che entrano in città, anche se nessuno è salvo, raccontano i sentimenti della realtà in guerra. Storia di chi non è fuggito e di chi ritorna
Contro le grate di parole
Nella valigia per la guerra ci sono i saggi sulla Russia, il taccuino, la matita e Paul Celan, che tiene in mano il filo con l’Ucraina e non cerca riconciliazione ma verità.
La poesia è un cristallo: per i vivi che sanno che ci sono anche i morti
Più forte dei burocrati
Ma lei questo lo può descrivere? E io ho detto: posso. Anna Achmatova e gli scrittori proibiti nella Russia sovietica: i versi a memoria, i foglietti bruciati e le pagine di corteccia di betulla nel gulag
Ragazza di campagna
La strada chiassosa del vecchio paese, un funerale pieno di gente e il ricordo di un grande amore finito male. Lei dopo quel giorno se ne è andata per sempre, lui non l’ha più cercata. Che cosa saremmo senza i nostri dolori e senza le bugie che li hanno causati?