Attenzione, è fragile
Il cittadino del Terzo millennio non si sente tanto bene, si è rammollito, si dimette, fa causa. Viaggio anti commiserazione nell’appucundrìa e nella Cassazione: non esiste il mobbing, esistono caratteri deboli e caratteri forti. Le cose da sapere prima di ribellarsi
Il terremoto di scrivere nella guerra di vivere
Rosella Postorino e Nadia Terranova si raccontano il tempo della Storia, che muove le vite dei romanzi e delle persone. Il coraggio che ci vuole per la libertà, la potenza del desiderio, il buio e la luce di una strada che non è mai dritta. Quindi è reale
Un cartone in bocca
Diario di viaggi e approvvigionamenti nell’Lsd: esperienze intense di scioglimento identitario e senso di appartenenza alle scie delle cose. L’acido che incornicia e abbraccia le madri, il Covid, le afghane, l’Ucraina e la paura. Allucinarsi per liberarsi
La netta differenza tra beatitudine e condanna
Nemmeno Epicuro voleva davvero convincervi a stare soli, ma alla vostra compagnia io preferisco la mia. Elogio della solitudine piena di gente e dell’assenza di mani altrui da stringere nel sonno. Virginia Woolf sapeva di cosa stiamo parlando, e anche Vito Corleone
L’esercitazione nucleare
“Lunga vita all’Unione Sovietica”.
Bisognava restare zitti, la compagna maestra captava tutto il nostro disprezzo. Il fazzoletto rosso bruciava il collo, la maschera antigas puzzava.
Crescere marciando e prepararsi a un attacco atomico. Bratislava, anni Ottanta
Il poster del mio salvatore
La mia famiglia, la mia ex fidanzata, i cineasti riflessivi: odiavano Woody Allen anche prima dello sdegno puritano collettivo.
È disincantato, bulimico e frettoloso. Un lenitivo alla tristezza della vita
Da sempre in fuga, per sempre liberi
La lunga notte dei tatari di Crimea, cacciati da Stalin e braccati da Putin. Nuri, padre di sei figli scappato con la famiglia in Polonia, stringe i pugni e dice: hanno umiliato mio padre, adesso umiliano me e i miei bambini. Musulmano, ucraino, ammira l’ebreo Zelensky e vuole vendetta. Il tuo nemico? “Lui”
Dopo la guerra non sono mai più stata giovane
Eugenia è scappata da Kharkiv e dice cose pratiche, frasi secche, non vuole nessun: mi dispiace. “Non è facile da un giorno all’altro diventare un assassino”. La differenza tra rappresentazione ideale e vita reale e la cioccolata al brandy che non voleva nessuno. Faccia di pietra
Ora io non ti guardo più
L’alluvione mostruosa delle opinioni mi è diventata improvvisamente estranea.
Nell’imperturbabilità acquisita, vedo meglio le mura fiammanti del mondo. È la prima volta
Una canzone a forma di nuvola
Da due anni ascolto solo musica aperta, che non risolve. Ho bisogno di strade polverose, mari in burrasca, pazzi e pozzanghere. L’audiolibro di Etty Hillesum è un viaggio per tutta la vita