Gli attimi fuggenti del Virgilio
Tutti santi e musicisti nel liceo romano più figo che c’è. Libertà e perline, ma anche galline in fuga e nostalgia per il tempo mitico in cui si comincia a suonare, crescere, diventare Maneskin o Franco126. Il fattore sentimentale
Tre minuti di pura gioia
Un vecchio ritornello, un piacere nuovo. È qui la festa, ma anche l’euforia della commozione: la luce in musica che illumina tutti e suscita emozioni altrimenti inesprimibili. Viaggio culturale, intimo e sentimentale nelle canzoni, il genere letterario più interclassista che c’è
Nella foresta delle nostre vertigini
La bellezza della solitudine, quando si è amati, e il calvario che serve per ricominciare a capire il mondo. Quanto è sottile il margine tra scienza e letteratura, e tra un povero pazzo e un gran genio. Conversazione con Benjamín Labatut
Ogni volta che inciampo in un altro sguardo
Francesca Mannocchi e Daniele Raineri si raccontano quel che rimane fuori fuoco quando tornano dalla guerra in Afghanistan. Lo smarrimento delle ragioni, le identità che ci sfuggono e le mani sui cancelli: la realtà sono le domande che ci inseguono
Ma che sciocca sei a parlar di rughe
Il corpo ti molla, ti fanno male giunture sconosciute e ti tieni alla maniglia sopra al finestrino, in macchina, come tua nonna. Sarebbe peggio avere trent’anni. Ma non ti ricordi niente e non ci vedi più. Era vero, Martin Amis: “È andata un po’ tanto in fretta, cazzo”
Ehi tu, cattiva madre, lo gireremo il mondo?
Faccio del mio meglio, nonostante il mio peggio. Ma insieme alla bellezza e alla speranza ci sono anche rabbia, lockdown, troppi calzini, e sempre la paura.
A testa in giù nel tempo della maternità, cioè nel paese delle creature selvagge
La realtà ci chiama per essere squarciata
Tra le conseguenze più terribili del Covid c’è stata la sospensione dei riti funebri. I funerali a un certo punto sono stati vietati o ridotti a meno dell’essenziale, privando la nostra civiltà di una delle sue pratiche più antiche e fondanti. Le conseguenze, sul piano emotivo, sono state gravi seppure prive di un metro di […]
I ragazzi con il fucile di legno
I rifugi, il nastro isolante alle finestre, i giovani che si addestrano nel fine settimana. Come ci si prepara a una guerra? Le ambizioni di Kiev e il senso del pericolo dei millennial con un sogno tatuato addosso: diventare occidente
Lasciate accese le lanterne, la primavera arriverà
Ci viene naturale avvolgerci e rannicchiarci nella nostra stessa tempesta, cambiando ogni volta prospettiva. Ricalcolo, dice il navigatore. Abbiamo ricalcolato l’idea di difesa e di esercizio della libertà, la confidenza con la morte. Anche la bellezza e la dannazione della solitudine
Malvagio Natale!
La commozione per la metro Ponte Mammolo, il godimento per i Karamazov e quell’ignobile verità: meglio Aspen di Ovindoli