Qui vivevano i miei cari, nel brivido di mistero
Il poeta polacco Adam Zagajewski racconta Leopoli, la “città lesa” che si afferra solo con l’immaginazione: le serate piene di promesse, la disfatta, le illusioni sulla Russia e l’incurvatura dei profughi taciturni. C’è sempre un carretto, c’è sempre troppo vento, troppo sole, troppa neve. Due poesie e un frammento tradotti in italiano per la prima volta
La strada del ritorno
Il padre di mia madre fuggì da Dachau, erano in quattro, solo uno è sopravvissuto e ancora piange perché non accetta di avercela fatta. Milioni di persone, una per una, dentro il mistero di vivere. E una domanda: tu chi sei?
Mascara, pizza e fucili al sole
Anche in guerra si comprano i fiori e si usa Glovo fino al coprifuoco. Dopo i tremendi giorni del bunker, serve una piastra per capelli. Le giornate di chi non si lascia travolgere dalla paura: nervi saldi e parrucchiere
Svetlana è tornata a rivedere le stelle di kiev
Le città sono fatte di persone e le persone vogliono stare insieme, unirsi alla voce degli altri, vivi e morti, rimettere i vetri alle finestre. Le file di auto che entrano in città, anche se nessuno è salvo, raccontano i sentimenti della realtà in guerra. Storia di chi non è fuggito e di chi ritorna
Contro le grate di parole
Nella valigia per la guerra ci sono i saggi sulla Russia, il taccuino, la matita e Paul Celan, che tiene in mano il filo con l’Ucraina e non cerca riconciliazione ma verità.
La poesia è un cristallo: per i vivi che sanno che ci sono anche i morti
Più forte dei burocrati
Ma lei questo lo può descrivere? E io ho detto: posso. Anna Achmatova e gli scrittori proibiti nella Russia sovietica: i versi a memoria, i foglietti bruciati e le pagine di corteccia di betulla nel gulag
Ragazza di campagna
La strada chiassosa del vecchio paese, un funerale pieno di gente e il ricordo di un grande amore finito male. Lei dopo quel giorno se ne è andata per sempre, lui non l’ha più cercata. Che cosa saremmo senza i nostri dolori e senza le bugie che li hanno causati?
Attenzione, è fragile
Il cittadino del Terzo millennio non si sente tanto bene, si è rammollito, si dimette, fa causa. Viaggio anti commiserazione nell’appucundrìa e nella Cassazione: non esiste il mobbing, esistono caratteri deboli e caratteri forti. Le cose da sapere prima di ribellarsi
Il terremoto di scrivere nella guerra di vivere
Rosella Postorino e Nadia Terranova si raccontano il tempo della Storia, che muove le vite dei romanzi e delle persone. Il coraggio che ci vuole per la libertà, la potenza del desiderio, il buio e la luce di una strada che non è mai dritta. Quindi è reale
Un cartone in bocca
Diario di viaggi e approvvigionamenti nell’Lsd: esperienze intense di scioglimento identitario e senso di appartenenza alle scie delle cose. L’acido che incornicia e abbraccia le madri, il Covid, le afghane, l’Ucraina e la paura. Allucinarsi per liberarsi